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Migrante si suicida perché gli viene revocato il permesso di soggiorno col decreto Salvini

Prince Jerry

Prince Jerry

Prince Jerry era solo un ragazzo di 25 anni.
Era partito dalla Nigeria tre anni fa, facendo quel pericoloso viaggio sulle onde alte del Mediterraneo.
Era laureato in Chimica e parlava perfettamente italiano
Si era integrato alla grande. Faceva volontariato e chi lo conosceva lo descrive come un ragazzo “colto e sensibile”.


Stava cercando solo una vita migliore. Come tutti.
Prince studiava, lavorava, aiutava gli altri. Nient’altro.

Non rubava, non spacciava, non violentava le donne, niente di niente. Eppure col decreto “sicurezza” lui all’improvviso è diventato fuorilegge.
Cancellando la protezione umanitaria, a Prince è stato revocato il diritto d’asilo e di conseguenza negato il permesso di soggiorno.
E così è diventato un “clandestino, brutto sporco e cattivo”. Un’enorme ingiustizia.
E le ingiustizie, si sa, sono difficili da sopportare.
Specialmente se sei un ragazzo sensibile.
E infatti Prince non ce l’ha fatta.
Si è buttato sotto un treno e l’ha fatta finita.
Per sempre.

Adesso sì, che siamo al sicuro.